Il Potere Trascendente

the power of love

Sabato, 17 Luglio 2010 11:07

esperienze di premorte

Near-Death Experiences ovvero Stato di Pre-Morte o Esperienze di Pre-Morte. Questa esperienza solitamente si verifica nei soggetti dopo aver avuto un gravissimo trauma fisico come un incidente, o durante un intervento chirurgico, quando ad esempio per alcuni minuti e secondi il cuore cessa di battere, ma che infine sono sopravvissuti.

Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale (EEG). Ciò nonostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti, una volta tornati alla vita, riferiscono a medici e infermieri, a parenti e amici dei ricordi straordinari; mentre erano "clinicamente morti", avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto distanti da quello in cui era stato collocato il corpo.

Questa una delle tante testimonianze:

rianimazione"Ero stato ricoverato d'urgenza per un collasso cardiaco, era estate e faceva molto caldo. Mentre ero in ambulanza le mie condizioni peggioravano. Persi i sensi. Mi sono ritrovato dentro un tunnel o in uno spazio oscuro dove vedevo davanti a me una luce straordinaria, ed io senza rendermene conto gli andavo incontro. Mi sono ritrovato in un bellissimo luogo, un grande prato con tantissimi piccoli fiori gialli, sembravano margherite gialle. La sensazione che ho provato era d'immensa calma e tranquillità, non avevo più tutti i pensieri della quotidianetà come riuscire a pagare le bollette o essere angosciati nel fare un lavoro che non mi piaceva.

Mi stavo godendo questa bellissima sensazione quando sbucò dal nulla un mio vecchio amico, morto tanti anni prima in un grave incidente con la sua moto. Non ero meravigliato di vederlo, ci siamo salutati comunicando telepaticamente....non abbiamo aperto bocca. Mi disse che ancora non era giunto il momento, che mi era stata data la possibilità di dare giardinouna sbirciatina in questa dimensione. Immediatamente dopo fui risucchiato come in un vortice ed infine nel mio corpo. Mi risvegliai nell'ambulanza mentre sentivo un ronzio come di cavi elettrici che scintillavano, il medico che mi stava mettendo una flebo mi disse ironicamente di non fare brutti scherzi, io gli chiesi per quanto tempo avessi perso conoscenza, lui mi rispose pochi secondi."

raymond moodyMolti dei soggetti che hanno avuto questa esperienza, una volta "risvegliati", hanno descritto dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si trovavano all'interno delle rispettive abitazioni o al lavoro. Negli ultimi trentacinque anni, a livello mondiale, l'interesse per queste esperienze in ambito scientifico è stato sollevato da Raymond A. Moody, medico psicologo, scrittore di molti libri sull'argomento tra cui "La luce oltre la vita di Raymond A. Jr. Moody", egli è ritenuto il massimo divulgatore degli studi sulle NDE.

Moody fu il primo a raccogliere dati sulle NDE, rendendoli pubblici durante le sue conferenze e tramite i suoi libri. In "La Vita Oltre La Vita" Moody lanciò una sfida a tutti gli studiosi di medicina, a cui chiedeva di impegnarsi maggiormente nelle ricerche concernenti le esperienze vissute in punto di morte (Raymond Moody, è nato in Georgia nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia e successivamente in Medicina e in Psichiatria.

Fasi caratteristiche dello stato di premorte

esperienze di premorte NDEDi seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze soggettive, simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato la NDE.) e che sono maggiormente tenuti in considerazione dai ricercatori di tutto il mondo che operano in ambito medico, farmacologico, psichiatrico, psicologico, psicofisiologico e parapsicologico. Per alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali elementi è sufficiente per determinare la NDE, mentre per altri sono valide le fasi evidenziate dal test elaborato da Bruce Greyson.

 

 

 

 

Sensazione della morte

scalaMolte persone non realizzano immediatamente che l'esperienza che stanno vivendo ha a che fare con la morte. Raccontano d'essersi trovate a fluttuare al di sopra del loro corpo, d'averlo guardato a distanza e d'avere improvvisamente provato paura e/o imbarazzo. In questa situazione arrivano a non riconoscere come proprio il corpo che vedono dall'alto, spesso la grande paura iniziale cede il posto alla chiara consapevolezza di quanto sta accadendo. Mentre si trovano in questo stato, le persone sono in grado di comprendere quello che medici ed infermieri si comunicano, anche se non hanno alcuna cultura medica, ma quando tentano di parlare con essi o con altre persone presenti, si rendono conto che nessuno riesce a vederli né a sentirli. Allora cercano di attirare l'attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo fanno, le loro mani passano direttamente attraverso il corpo. Dopo avere tentato di comunicare con gli altri, generalmente provano un maggiore senso della loro identità, e a questo punto la paura si trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.

Senso di pace e assenza di dolore

Finché la persona resta nel suo corpo può vivere un'intensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del dolore.

Il Tunnel

tunnelQuesta esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella dell'abbandono del corpo (fisico). La persona si trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre. Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono d'essere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato d'avere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un altro regno. Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nell'entrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica oppure un ronzio.

 

 

 

Varcare la "soglia"

salita all'empireoIl quadro "Salita all'Empireo", esposto nel Palazzo Ducale di Venezia, fu dipinto dal pittore olandese Hieronymus Bosch (1450-1516); in esso è illustrata l'ascesa al cielo delle anime che, sorrette e guidate dagli angeli, si accingono a percorrere un lungo tunnel buio, al termine del quale brilla una luce.

Quello stesso tunnel, quella stessa luce lontana, quelle stesse anime guidate da angeli riappariranno nel 1975, quando Raymond A. Moody pubblica il suo libro La vita oltre la vita.

Gli Esseri di Luce

Una volta superato il tunnel, generalmente la persona riferisce d'avere incontrato degli "esseri" che brillano di una stupenda luce, che permea ogni cosa e riempie il soggetto d'amore. In questa dimensione, luce e amore sono la stessa cosa; la luce è descritta come molto più intensa di qualsiasi altra conosciuta in Terra, non è accecante ma è calda, stimolante, viva. Oltre alla intensa luce, molte persone raccontano di avere incontrato amici o parenti (precedentemente deceduti) contraddistinti da corpi luminosi ed eterei; di avere visto bellissime scene pastorali e città fatte di luce la cui grandiosità è indescrivibile. In questa situazione la comunicazione non si svolge come al solito a parole, ma "telepaticamente", con una comprensione immediata.

Il Supremo Essere di Luce

lifeDopo avere incontrato diversi esseri di luce, generalmente, la persona "clinicamente deceduta", incontra un essere che definisce il "Massimo Essere di Luce". Chi ha avuto un'educazione cristiana spesso lo identifica con Dio o Gesù; coloro che professano altre fedi lo chiamano Buddha o Allah. Gli atei riferiscono che non si tratta di Dio e neppure di Gesù, ma è un essere sacro. Tutte le persone dichiarano che si tratta di un essere che emana amore e comprensione assoluti. Quasi tutte le persone dicono di avere desiderato di restare per sempre con lui, desiderio che però non può essere soddisfatto e, solitamente, uno degli esseri di luce (parenti defunti ecc.) o il Massimo Essere di Luce, dopo che il soggetto ha riesaminato la sua intera vita, lo invita (o gli ordina) di rientrare nel suo corpo terreno.

 


Il film della propria vita

film della vitaQuando ciò avviene non vi sono più contorni materiali, ma solo una visione panoramica a colori e a tre dimensioni, di ogni singola azione compiuta dal soggetto in stato di NDE, durante la vita. Solitamente questa situazione si verifica nella prospettiva di una terza persona, non si svolge nel tempo da noi conosciuto ma l'intera vita del soggetto è presente contemporaneamente. In questa condizione si rivedono le azioni buone e cattive compiute fino a quel momento, e si percepisce immediatamente l'effetto che esse hanno procurato sul prossimo. Durante tutto il tempo in cui il soggetto riesamina la sua vita, l'Essere di luce gli resta accanto, gli pone delle domande (ad esempio che cosa ha fatto di bene nella sua vita), l'aiuta a compiere la revisione e a sistemare (in prospettiva) tutti gli eventi della sua vita. Le persone che hanno vissuto una NDE si convincono che la cosa più importante della vita è l'amore, seguito (per la maggior parte di loro) dalla Conoscenza. Mentre i sopravvissuti rivedono i momenti della loro esistenza in cui hanno imparato qualcosa, l'Essere di luce sottolinea che, oltre all'amore, una delle cose che si può portare con sé al momento della morte è la conoscenza. Generalmente quando la persona torna in vita, ha un gran desiderio di approfondire le sue conoscenze intellettuali, spesso diventa un avido lettore anche se, nel suo recente passato, non amava studiare, oppure si iscrive a corsi che gli permettono di approfondire argomenti da lui mai prima trattati.

Rapida ascesa al cielo

Non tutte le persone che hanno vissuto una NDE fanno l'esperienza del tunnel, alcune invece raccontano d'essersi sentite fluttuare, di essere salite rapidamente al cielo e di aver visto l'universo dalla stessa prospettiva dei satelliti e degli astronauti.

Riluttanza a tornare in vita

L'esperienza di Pre-Morte è talmente piacevole che molte persone non vorrebbero tornare indietro e, spesse volte, sono molto adirate con i medici che le hanno fatte ritornare. E' però una reazione momentanea e, solitamente dopo una settimana (anche se rimpiangono lo stato di beatitudine vissuto durante la NDE), sono felici d'avere avuto l'opportunità di continuare a vivere. La maggior parte delle persone riferisce che, se avesse dovuto pensare solo a se stessa, sarebbe rimasta nell'altra dimensione. Tutti dichiarano che sono ritornati per amore dei loro bambini oppure per i genitori o i coniugi.

Differente percezione spazio - temporale

percezione spazio temporaleTutte le persone che hanno sperimentato l'esperienza di Pre-Morte raccontano che in quella dimensione il tempo è notevolmente compresso e assolutamente diverso da quello segnato dagli orologi; spesso viene descritto come l'esperienza o il senso dell'eternità. Durante la NDE, generalmente i confini imposti dallo spazio nella vita quotidiana scompaiono. Infatti, se la persona (ritenuta da medici ed infermieri morta) vuole recarsi in uno specifico posto, può farlo semplicemente pensando di esservi. Alcuni soggetti hanno riferito che, mentre si trovavano fuori dal corpo ed osservavano il lavoro svolto dai medici nella sala operatoria, se volevano vedere i loro parenti, era sufficiente che desiderassero spostarsi nella sala d'aspetto o raggiungere l'abitazione o il luogo in cui si trovavano.

Daniela Ristori, ipnostista e analista clinico in discipline psicologiche, ideatrice del metodo "Il Potere Trascendente" ha perfezionato una tecnica volta alla rievocazione di vite precedenti "Regressione Ipnotica" . Vi rimandiamo ad un suo articolo con il racconto di una di una seduta di ipnosi regressiva.

Pubblicato in la vita dopo la vita
Mercoledì, 23 Giugno 2010 19:39

ghiandola pineale parte 1

Una Macchina perfetta

Il nostro corpo è una "macchina" perfetta, anche adesso che stai leggendo questo articolo davanti al computer, impulsi luminosi attraversano le tue pupille ed impressionano le terminazioni nervose situate sul fondo dell'occhio, chiamate coni e bastoncelli. Esse trasformano l'impulso ottico in impulso elettrico che corre in speciali "corsie" chiamate nervi ottici.

Questi segnali vengono irradiati a numerose cellule del cervello che elaborano i dati che ricevono e li  interpretano. Queste elaborazioni sono dati che la nostra mente trasforma in pensieri.

Il pensiero a sua volta influenza la chimica del nostro cervello e libera degli ormoni a seconda dell'interpretazione dei dati. Così nascono le nostre reazioni emotive: possiamo piangere, ridere, arrabbiarci, spaventarci. Poi la mente elabora la risposta motoria conseguente all'emozione provata, ad esempio se abbiamo paura cerchiamo di scappare o di difenderci. Tutto questo per dire che ad ogni nostra azione, anche la più banale, corrisponde una molteplicità incredibile di operazioni e ci dà l'idea di come sia complesso il nostro corpo, o meglio il nostro essere, composto da una parte fisica, da una componente emotiva e pensante e da una componente spirituale.

Il corpo umano funziona come una macchina meravigliosa, in cui ogni componente lavora in armonia, sapendo esattamente cosa fare.

Il nostro corpo è il risultato di milioni di anni di evoluzione e di adattamenti, perfezionando ciò che usiamo di più e "sopprimendo" ciò che usiamo meno come la Ghiandola Pineale.

cosa è

La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di un pisello situata al centro del cervello, sporge all'estremità posteriore del 3° ventricolo. Appartiene all'epitalamo  ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone  melatonina  che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce.

caratteristiche

La ghiandola pineale, che contiene cellule pigmentate simili a quelle che si trovano nella retina,è sensibile alla luce e reagisce all'alternanza periodica di luce e di buio che l'occhio recepisce e trasmette. Essa controlla l'orologio biologico del corpo, il meccanismo interno che ci dice quando è ora di dormire e di svegliarsi.


ghiandola pinealeLa Ghiandola Pineale esercita il suo controllo attraverso la melatonina che produce soprattutto di notte quando siamo addormentati.

Potremmo definire la Ghiandola Pineale il "regolatore dei regolatori", infatti essa regola il ritmo della vita stessa, e ciò appare nel modo più chiaro nel regno animale, dove esso non viene interrotto da alcun meccanismo artificiale. In primavera, la pineale riaccende le pulsioni sessuali, segnalando agli animali che è la stagione dell'accoppiamento, poi quando l'estate cede il passo all'autunno, la pineale segnala agli uccelli che è tempo di migrare.

La Ghiandola Pineale funziona anche come una sorta di bussola fisiologica, mantenendo gli uccelli sulla giusta rotta mentre sorvolano il pianeta, e quando l'inverno si avvicina e le ore di luce giornaliera diminuiscono, la pineale avverte gli animali che è tempo di cercare un riparo e di entrare in letargo.

cenni storici

La Ghiandola Pineale veniva definita dalle antiche culture Mesopotamiche il "Terzo Occhio", ma è anche conosciuta come "Occhio Divino", l'occhio che vede tutto. "The all seeing eye"  molto probabilmente non è altro che la ghiandola pineale collegata direttamente al macrocosmo ed al TUTTO.

Per la medicina orientale,le informazioni ricevute dai campi di energia sottile attraverso la Ghiandola Pineale sono decodificate e trasmesse lungo la colonna vertebrale come vibrazione risonante. L'informazione viaggia anche in altre parti del corpo attraverso canali di energia, campi bioelettrici, fibre nervose e sistemi di circolazione.

Per Cartesio la ghiandola è il punto privilegiato dove Mente (interiorita') e Corpo (esteriorita') interagiscono (interessante il 31° articolo ne:“Le passioni dell’anima” dove la ghiandola viene definita sede dell'anima).

Per i discordiani (corrente di pensiero pseudoreligioso), consultando la propria ghiandola pineale si possono accedere ad informazioni più evolute su qualsiasi Idea Innata.

Per i culti pagani e magici in generale,la ghiandola si fa' partecipe di un collegamento fra il mondo astrale e quello materiale e dall'allenamento di Essa si determina il proprio potenziale aurico e spirituale.

stargatePotremmo definire la nostra Ghiandola Pineale il nostro Stargate naturale verso altre dimensioni, infatti oltre che produrre la melatonina, produce anche DMT N-N (dimetiltriptamina), Una molecola semplice, ma potentissima. Una molecola endogena, ma anche di sintesi. Mentre dormiamo viene prodotta nel nostro cervello e il suo picco massimo è registrabile verso le 3-4 del mattino proprio nella fase del sonno profondo o REM, durante il quale, generalmente, si sogna. La molecola ha una funzione complessa non ancora completamente svelata, ma, come ipotizzato da numerosi scienziati che l'hanno provata su volontari sani nel più grande studio mai eseguito con sostanze serotonine simili, potrebbe essere la molecola dello spirito. La DMT avrebbe il ruolo di essere la molecola dello spirito umano con la capacità di intervenire in tutti quegli stati in cui, il solo corpo non saprebbe ritrovarsi o reagire.

Secondo antiche credenze la Ghiandola Pineale una volta attivata diviene l'interfaccia con la nostra coscienza conferendo la "vista interiore", cioè il dono di ripercorrere le precedenti esistenze e riepilogare il rapporto karmico che conduce alla reincarnazione, oltre alla capacità di identificarsi con il Principio vitale cosmico e di accedere ad una moltitudine di poteri psichici.

Per il suo fascino è da sempre oggetto di studi ma, anche per la sua complessità, le informazioni messe a disposizione dalla scienza ufficiale, trattano ancora superficialmente questo organo straordinario i cui poteri, nei millenni passati, venivano sapientemente utilizzati dalle civiltà più avanzate. Benefici oggi perduti assieme alla conoscenza di quei popoli. Tuttavia sono stati rinvenuti numerosi manufatti che narrano dei poteri del terzo occhio in tutte le culture antiche conosciute, come ad esempio, nella cultura egizia, nel buddismo e anche nel cristianesimo, dove esistono citazioni di filosofi e nei vangeli (apocrifi e non) sullo stato di illuminazione derivante dalla sua apertura. Non tutte le religioni e le filosofie hanno saputo cogliere il vero simbolismo legato alla ghiandola pineale e ispirarsi a questa antica conoscenza, così come la medicina ortodossa non si è mai preoccupata troppo di effettuare ricerche approfondite. Anticamente si credeva che queste speciali facoltà fossero riservate esclusivamente ad esseri superiori, illuminati, in contatto con Dio. Ma non è così, tutti hanno queste capacità.

cenni biblici

Ci sono un paio di cenni biblici che ci potrebbero riportare a quanto detto prima, ma qui è solo questione d'interpretazione e lettura profonda fra le righe. Affrontare una discussione se quello che dicono i vangeli si riferisce alla ghiandola pineale potrebbe portarci a discorsi filologici dove tutto è dimostrato con tutto, ed il niente anche. Questi i versetti in questione:

Matteo 6:22 - La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato;

Matteo 4:16 - il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte una luce si è levata.


Potremmo parlare per giorni di ciò che Matteo ci vuole rivelare, il suo vangelo è quello più ricco di citazioni, di allusioni e di rimandi all’Antico Testamento......forse il vangelo più criptico, influenzato forse dagl'insegnamenti segreti che il Cristo "elargiva" solo ai dodici. Tornando alle citazioni, la prima citazione fa riferimento alla natura della ghiandola pineale e mette in evidenza l'importanza di tenere il Terzo Occhio aperto, mentre la seconda ci dice invece che nell'oscurità e durante il sonno il Terzo occhio si riattiva "illuminandoci".

Riattivare la ghiandola pinela e tenere il terzo occhio aperto

La ghiandola Pineale è conosciuta anche nel mondo esoterico come "Il Terzo Occhio", l'Occhio Centrale di Shiva, l’Occhio di Horus e il Corno dell’Unicorno. Il Tempio di Ma’at in Egitto era dedicato al processo dell’apertura del Terzo Occhio. Il Terzo occhio è un occhio eterico o quadridimensionale e agisce come una sensibile ricetrasmittente, per mezzo della quale è possibilile ricevere informazioni da altre dimensioni, le informazioni ricevute vengono elaborate tradotte ed interpretate dal nostro cervello per ottenere l'Illuminazione o la saggezza. Attraverso quest' occhio si percepiscono i piani interiori, le forme pensiero e le entità più elevate. Si acquisisce anche un miglior senso della causa e dell’effetto, aumentando la nostra consapevolezza. Il fenomeno studiato da scienziati, ha caretteristiche identiche assumendo DMT sintetizzate artificialmente. Steven Szara sintetizzò per la prima volta il DMT (dimetiltriptamina) nel 1957 chiamando questa sostanza LSD, una delle sostanze psichedeliche più potenti.

occhio di raIl DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris, anadenanthera  nella noce moscata e in molte altre piante. L'estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure per distillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali utilizzano una pianta da cui si ricava un estratto chiamato ayahuasca. L'estratto, ottenuto dalla battitura di pezzi della liana Banisteriopsis, contiene una percentuale altissima di dimetiltriptamina, questo è preparato dai popoli amazzonici e della cordigliera delle Ande ed è utilizzato dagli sciamani e stregoni indigeni per i riti di visione e di comunicazione con il divino.

La particolarità dell'Ayahuasca consiste nel fatto che grazie agli inibitori della Banisteriopsis la Dimetiltriptamina resta in circolo nel corpo per un tempo decisamente maggiore rispetto all'assunzione dei vapori. Circa 20-30 minuti se fumata, mentre ingerita sotto forma di bevanda la DMT  rimane in circolo per 2, anche 3 ore, rendendo l'esperienza decisamente più mistica ed impegnativa.

L’Ayahuasca è stata ampiamente studiata dal mondo scientifico. Terence McKenna sostiene che la Dimetiltriptamina non sia una molecola pericolosa per la salute, a meno che uno non muoia dallo stupore. Effettivamente, non ci sono ad oggi prove di danni fisici causati da questa sostanza, ma è possibile che un utilizzo continuato possa indurre psicosi e altre disfunzioni difficilmente prevedibili data la sua bassa diffusione.

L'Ayahuasca non è un narcotico, infatti il suo componente principale, il DMT, è la stessa identica sostanza prodotta dal nostro cervello, guarda un pò, proprio dalla nostra ghiandola pineale, ogni notte quando si dorme durante la fase REM.

Un' altra sostanza simile all'Ayahuasca è l'ibogaina, una sostanza ricavata dalle radici dell'iboga, una pianta presente in Africa nel Gabon.

Fondamentalmente le due sostanze con alti livelli di DMT si comportano allo stesso modo, vengono usate da Sciamani e stregoni per comunicare con altre dimensioni. Chi ha fatto uso di queste sostanze racconta di un viaggio interiore fatto nei meandri della mente e di esserne ritornati completamente nuovi, acquisendo la consapevolezza e la saggezza che si ha solo in tarda età. Chi ha fatto questa esperienza racconta di aver smesso qualsiasi dipendenza, sia da droghe che da alcool che da tabagismo, di aver perdonato ed essersi perdonato il motivo che lo ha portato ad avere tale dipendenza e di avere una visione totalmente diversa della vita. Sfortunatamente le due sostanze sono state decretate come droghe pericolosissime dalla food and drug administration americana, e quindi riconosciute e vietate come tali da moltissime altre nazioni.

C'è da chiedersi perchè un rimedio naturale così potente è stato messo nella lista delle sostanze vietate nonostante siano stati studiati migliaia di casi clinici curati con queste piante. Nelle isole Cayman e in Slovenia esistono delle cliniche dove a suon di "soldoni" vengono "trattati" con successo pazienti con gravi dipendenze di droga ed alcool.

Le onde Theta

Le onde theta (4-7 cicli per secondo) si verificano durante il sonno e sono dominanti nel nostro stato più elevato di meditazione. Normalmente sperimentiamo le onde theta solo mentre ci stiamo per addormentare, durante alcuni sogni e quando ritorniamo dalle profondità del sonno delta. Le immagini che percepiamo quando ci stiamo per addormentare e ci risvegliamo sono in onde theta. Durante le meditazioni theta, siamo in un sogno lucido, dove immagini vivide lampeggiano davanti alla nostra visione interiore. In questo stato, siamo estremamente ricettivi alle informazioni inviate dalle dimensioni superiori.

thetaLo Stato Sciamanico di Coscienza, che è nelle onde cerebrali theta, ci permette di viaggiare nei piani superiori. Il suono ritmico e costante di un tamburo colpito quattro volte e mezza per secondo (le onde theta sono 4-7 cicli per secondo) è la chiave che trasporta uno sciamano nella parte più profonda della sua trance Sciamanica. Anche il suono ritmico e costante dei canti dei Buddisti Tibetani che trasporta i monaci e altri ascoltatori nei regni della meditazione segue questo ritmo. Il suono dello Shofar (corno di montone) usato dalle antiche tribù israelite ha una frequenza di risonanza di circa 8 Hz.

Le onde theta sono state identificate anche come la porta verso l’apprendimento e la memoria. La meditazione theta accresce la creatività, intensifica l’apprendimento, riduce lo stress e risveglia l’intuizione, così come altre abilità della percezione extra sensoriale. La coscienza theta ci permette di connetterci con le nostre ispirazioni creative, la guida spirituale ed esperienze molto importanti. Attraverso la meditazione theta, possiamo aprire il Terzo Occhio ed accedere alle onde delta che ci uniscono con l’Energia Universale e la Coscienza Cosmica.

Alcuni danni dell'era moderna

Uno delle cause che fa "addormentare" la nostra ipofisi è la moderna alimentazione che ci viene propinata insieme ad alcune "nuove" tecnologie:

 

  • Uso indiscriminato del fluoro,
  • Gelati, panini (quelli tipici per hamburger) confezionati con grassi idrogenati,
  • zuccheri raffinati
  • Bibite gassate
  • acque fluorizzate
  • il sale commerciale
  • uso del Forno a Micronde
  • onde elettromagnetiche


C'è da chiederci se non stiamo assistendo ad un progressivo e pianificato Rimbambimento delle masse e non vorrei prendere direzioni complottistiche, ma ne parlero presto nella seconda parte di questo scritto.

Pubblicato in ghiandola pineale
Domenica, 31 Gennaio 2010 18:06

tutto è ipnosi

Fin dalla preistoria gli uomini attingevano naturalmente alla parte più profonda del Sé, compivano guarigioni, previsioni del futuro e trovavano soluzioni di problemi seguendo semplicemente i propri talenti, di conseguenza notiamo quanto non sia un caso che veggenti dei nostri tempi abbiano ricevuto "il dono della sensitività" già dall'infanzia oppure in contesti culturalmente semplici.

Gli sciamani erano i primi guaritori, veggenti e soccorritori nella vita e nella morte; erano i primi saggi e visionari che viaggiavano nei piani di esistenza della realtà non ordinaria da loro descritta; tale viaggio interiore è il più antico metodo di stato alternativo di coscienza, il varco alle porte della dimensione più sottile che noi oggi conosciamo come autoipnosi, stato di “trance” o “viaggio sciamanico“.

Attraverso la protezione dei propri animali di potere e guide spirituali gli sciamani entravano in contatto con le forze della natura e gli spiriti disincarnati, potevano risvegliare i propri sensi e connettersi con la Luce Cosmica.

Importante è sapere che questa conoscenza non è una religione, ma è ciò che noi siamo nel profondo, una forza innata, il potere trascendente che da sempre ci appartiene.

Sono chiare le capacità dell’uomo seppur primitivo di raggiungere la realtà non ordinaria e la consapevolezza attraverso le proprie doti innate, perché tale consapevolezza sembra sia sorta in varie parti del mondo in seno a culture totalmente differenti senza mai essersi incontrate fra di loro.

A confermarlo è stato il ritrovamento rupestre di antichi graffiti del paleolitico datati 30000 anni fa raffiguranti sciamani durante le loro pratiche di guarigione e riconoscibili dal bastone con la testa di serpente . La “diversa consapevolezza” veniva ottenuta attraverso il suono frenetico dei tamburi, canti tribali e a volte anche con piante allucinogene.

Conseguentemente negli anni non ci fu più distinzione tra medicina, magia ed ipnosi, tutte pratiche relegate ai vari stregoni di villaggio.

La mitologia ci tramanda la storia di Medusa, bellissima Dea con i capelli di serpenti che tramutava in pietra chi osava guardarla negli occhi ; tale forma induttiva prende il nome di fascinazione e fra gli animali è propria del serpente che per mangiarsi la preda la rende catalettica.

Si hanno documentazioni trattanti sedute ipnotiche tra le trascrizioni di antichi manoscritti egizi, ad esempio la Stele di Ramsete II della 20° dinastia (seduta di ipnosi) nel Tempio del Sonno.

timeQuando frequentavo le scuole medie avevo lunghi biondi capelli ricci e la gente diceva che con i miei occhi chiari avevo uno sguardo molto penetrante, era forse per l'atteggiamento un pò riservato che mi nominavano "Medusa", ma mi ricordo che mi infastidivo abbastanza quando mi chiamavano così perché pensavo di essere una persona semplice e non mi sentivo affatto una fascinatrice; nel tempo invece ho compreso che forse non era un'offesa e in qualche modo avevano previsto un futuro legato all'ipnosi.

Questa forma di comunicazione, verbale e non verbale, poi definita, appunto, ipnosi, è stata oggetto di studio e di incostante interesse scientifico; è opportuno sapere che per entrare in stato alternativo di coscienza basta soltanto risvegliare i nostri sensi e avendo fede tutto avverrà naturalmente. Sarà importante farlo senza porsi troppe domande per non arrestare il processo in quanto si attiverebbe la parte cerebrale della razionalità, Avere fede è l'essenziale anche per l'ipnosi con terapeuta, in questo caso inizia una collaborazione fra chi guida e chi intraprende il viaggio semplificando, aiutando ed intervenendo quando necessario.

A volte riportare alla luce antichi ricordi sopiti nelle pieghe delle esperienze può risolvere tematiche che inesorabilmente tendono a ripetersi senza averne mai capito le ragioni.

Finalmente dandosi una spiegazione i blocchi potranno sciogliersi e l'operatore potrà aiutare il cliente a cercare i fattori che hanno causato la sofferenza morale o fisica.

Lo aiuterà a ristabilire l'armonia psicofisica prendendo coscienza dell’atteggiamento morale responsabile e liberando l’emozione collegata a quell’atteggiamento.

Gli istinti, le emozioni, tutto quanto generato dal nostro cervello emotivo ci permette di lasciarci andare al flusso“ della storia dell'anima, così come l'acqua di un torrente di montagna scorre nel suo letto e porta via i detriti accumulati nel tempo.

L'acqua del torrente si fonde al fuire che brillando ai raggi del sole, sfocia al mare, così evapora diventando nuvole e poi pioggia per tornare al torrente, nel ciclo naturale delle cose. Così il tao semplicemente spiega il“ flusso“ che ci connette al “Tutto“ nella sua unicità.

La società moderna con la necessità di provare materialmente tutto ciò che viviamo ha rinnegato queste nostre possibilità e mentre da un lato la ricerca medica e la chirurgia ha raggiunto grandi traguardi nella cura di gravi malattie, salvando la vita a milioni di persone, dall'altra parte si è dimenticata che prima di tutto siamo anime e non serve accanirsi sul sintomo senza prima ricercare il disagio spirituale che l'ha creato.

Tale separazione ha generato un disagio nella società e nell'interno della famiglia, così in molti si sono posti domande ed il primo passo è stato proprio della scienza spiegando in termini scientifici l'esistenza dell'Energia Universale che è Dio per i mistici.

vorticeBasta pensare alla trasformazione enunciata da Einstein per cui l’energia si trasforma in massa e viceversa, agli atomi che sono in continua vibrazione per il moto degli elettroni attorno al nucleo. Pertanto dovremmo considerare tutto ciò che cade sotto i nostri sensi compreso il nostro corpo, come formato da un insieme di cariche energetiche in continuo movimento e ogni problema che ci affligge, sia esso di natura fisica o mentale dovrebbe perciò essere considerato come una disarmonia della distribuzione e circolazione di energia vitale.

Con l'ipnosi verranno alla luce le varie credenze alimentate dalle esperienze di anni e dai pensieri negativi, esse tendono a limitare la crescita spirituale dell'individuo, con difficoltà anche concrete, materiali e fisiche.

L'ipnosi è uno stato alternativo di coscienza in cui si fa entrare i pazienti attraverso l'abbassamento della critica fino a far loro accettare le direttive del terapeuta che diviene la propria guida.

Nelle varie epoche dello sviluppo della civiltà gli uomini si avvalsero di varie tecniche difensive ed offensive, sviluppavando anche mezzi antalgici e curativi come quello delle erbe e composti. Fra di loro vi erano persone particolarmente carismatiche con ruoli di poteri speciali, ottenevano guarigioni considerate miracolose per molti disturbi nonostante l'unico mezzo terapeutico fosse stata solo la loro presenza e parola.

In questo caso possiamo parlare di carisma che è una forma di fascinazione o ipnosi, basta pensare al carisma di un attore, attrice famosa o un presidente di una nazione.

L'ipnosi può essere autoindotta (autoipnosi) o eteroindotta (indotta da altra persona) che è quella più frequente quando si tratta di ipnosi. Ci volle molto tempo per fare distinzione fra magia ed ipnosi, ed ancor oggi, negli ambienti popolari, se non se ha ben chiara la differenza la parola "ipnosi" crea nelle persone che non si sono correttamente documentate una certa inquietudine e a volte paura.

La cattiva informazione porta a deduzioni erronee come quella che durante una seduta ipnotica il cliente annulli la propria volontà.

Sciocchezze! Non è possibile perché i due emisferi cerebrali negli stati ipnotici lavorano simultaneamente; in poche parole operano come un insegnante di guida con i doppi comandi, lasciando andare libero lo studente con le sue capacità per la sua strada, ma interviene in un bisogno per impedire che si faccia male ed apprenda come si guidi correttamente.

Di frasi come: "io non sono ipnotizzabile" o "chissà se riesci ad ipnotizzarmi" ne ho sentite tante, ma così tante volte da sembrare un disco incantato!

avatarAllora: non sono io che ipnotizzo, ma l'ipnosi fa parte di noi in tanti momenti della giornata come ad esempio quando facciamo azioni che ben conosciamo ed il cervello razionale non ha voglia di seguire, così ne lascia il compito a quello emotivo che ben conosce cosa deve fare come fosse un computer al quale è stato dato dei comandi da eseguire correttamente.

Solo quando avviene un contrattempo interviene l'emisfero logico del cervello e ciò dimostra come non si possa perdere il proprio volere con l'ipnosi.

Ci vuole sempre e comunque una personale volontà per lasciarsi andare e non si può forzare il libero arbitrio di nessuno se non lo vuole.

Capisco che esistono diverse paure e tra queste quella di ciò che non si conosce, ma non si può avere paura di noi stessi, anzi, guardare nel profondo dell'inconscio è di grandissima utilità per risolvere tantissime tematiche e le persone più coscienti sono ben curiose di sapere cosa esiste nel serbatoio profondo del subconscio! Esse potranno attingere a materiale prezioso da usare nell' obiettivo prefisso.

Tornando indietro nei secoli, grandi filosofi e scienziati come Paracelso, Bacone, Ficino ecc. si interessarono all'ipnosi ma incontrarono molte difficoltà ad esercitare tale metodo in quel particolare periodo storico ove tutto ciò che era "diverso" veniva combattuto.

Bisogna arrivare nel 1700 a Parigi con il "magnetismo animale" di Franz Anton Mesmer medico fisiologo.

Mesmer credeva che tale forza arrivasse dal cosmo e con essa curò molte persone.

Seguirono altri esperimenti ed altri nomi si fecero spazio nella storia, il marchese J. C. Puysegur , Kerner e J. Braid chirurgo. Braid cosiderava l'ipnotismo l'associazione di una causa fisica con la fissazione di un punto e ne definì la parola.

Sempre in Francia un altro allievo di Mesmer, l'abate J. C. Faria dava molto risultato alla comunicazione verbale. Fu il primo a usare il termine “sonno lucido” per indicare la condizione ipnotica, descrisse suggestioni post-ipnotiche e utilizzava tecniche di induzione che sono considerate ancora attuali. Il russo Pavlov studiando la digestione dei cani scoprì il "riflesso incondizionato" Lo stato ipnotico consiste, secondo Pavlov in un processo di inibizione corticale diffusa.

Sigmund Freud e Joseph Breuer nel XIX sec. usarono il termine catarsi attingendo da Aristotile che lo utilizzò nella poetica riferendosi alla tragedia.

La catarsi è il recupero di pensieri e ricordi liberando le emozioni che sono alla base di tensioni, ansia e isteria.

S.Freud usò l'ipnosi di tipo paterno, un metodo autoritario per il quale necessitavano individui particolarmente suggestionabili e con indole che non contrastava l'autorità, inoltre si imbattè in diversi casi di "transfert", donne che credevano di essere innamorate di lui; alla fine si allontanò dall'ipnosi.

J. A. Hadfield usò la regressione di tipo freudiano per permettere ai soldati della prima guerra mondiale di rivivere le loro esperienze.

Ad oggi si usa più di un tipo di ipnosi: la materna e la paterna, la diretta e l'indiretta , verbale e non verbale ecc... ecc...

L'ipnosi paterna è usata anche dagli ipnotizzatori di teatro e illusionisti.

Nel mio passato artistico, a Firenze, diversi anni fa proprio agli inizi della carriera, ho avuto modo di lavorare con Giucas Casella, eravamo amici e colleghi, allora ero molto giovane e se pur si trattava di ipnotismo da spettacolo, ho visto con i miei occhi le sue capacità per quel tipo di ipnosi.

Anche un bravo illusionista per il suo spettacolo usa metodi ipnotici non verbali, inoltre ho conosciuto altri artisti dei quali non ricordo il nome che erano bravissimi mentalisti e borseggiatori da spettacolo.

Ma parlando di mentalisti illusionisti (ma non era solo questo), come non parlare del grande Gustavo Rol?

gustavo rolGustavo Rol era essenzialmente un grande sensitivo con capacità che andavano ben oltre la normale umana comprensione, probabilmente nelle serate che teneva nella sua casa di Torino insieme ad amici non avrà avuto bisogno di trucchi illusionistici per i giochi di carte con i quali amava sorprendere i suoi ospiti, ma se così fosse stato il suo potere ipnotico era assolutamente unico, innato ed inimitabile.

Non menziono qui tutti i ricercatori dell'ipnosi ma desidero ricordare in particolar modo Milton Erickson che è uno dei più grandi ipnotisti del '900.

Erickson utilizzava continuamente il linguaggio dei pazienti che nasceva dall'attenta osservazione del loro comportamento spontaneo. Parlando per così dire "la stessa lingua" la soluzione dei problemi arrivava dalle loro risorse e visione del mondo.

Era affetto da cecità cromatica (daltonismo), dislessia e mancanza del ritmo fin dalla nascita. Fu colpito due volte da poliomielite, la prima all'età di 17 anni che fu molto grave e la seconda a 51.

Dopo essere uscito dal coma rimase paralizzato ma studiando i movimenti della sorella minore si rimise in piedi.

Ciò fu possibile con una volontà ferrea, l'autoipnosi e l'osservazione attentissima della sorella minore che stava imparando a camminare.

Con la sua forza e dedizione riuscì sempre a vivere una vita fisicamente normale, avere una famiglia con otto figli e lavorare in continua espansione come editore, terapeuta, counsellor di ipnosi costruttivista della famiglia, e professore, fu anche assessore all'equipe di tiro dell'agenzia governativa che studiava gli incidenti d'aviazione.

Seguì gli atleti olimpici che desideravano migliorare le loro "performance" attraverso l'ipnosi. Fu il padre della tecnica del "pantomimo" per parlare davanti al pubblico. Teneva seminari e scriveva libri sulle tecniche di ipnosi. "comunicazione diretta e indiretta" a: comandi incastrati (nascosti), truismi riguardo le sensazioni, utilizzando il tempo e la distorsione temporale, frasi aperte per capire tutte le possibilità di risposta , opposti , negativi, lo shock sorpresa dei doppi legami e quindi la comunicazione multi livello delle metafore. Un vero genio dell'ipnotismo.

Secondo Milton Erickson tutti gli individui sono ipnotizzabili e tutto è ipnosi.

Milton Erickson, dopo una psicoanalisi razionale che legava per anni il paziente al terapeuta aprì la strada al counsellig psicologico con metodi ipnotici come normale prassi dell'aiuto al paziente. Secondo importanti studi della mente si sa che le convinzioni autolimitanti e no si formano essenzialmente nei primi sei anni di vita dell'uomo quando le funzioni cerebrali sono in onde alpha e theta, l'ipnosi è quindi un metodo veloce per arrivare allinconscio riportando alla superficie lontani ricordi e risvegliare incredibili possibilità fino al momento occultate.

Bryan Weiss, psichiatra e scrittore di vari libri dei nostri tempi diresse per anni la facoltà di psichiatria del Mount Sinai Medical Center di Miami in Florida, quando prese in cura una ragazza che soffriva di depressione, dopo il fallimento dei metodi tradizionali decise di curarla con l'ipnosi. Inizia così la sua avventura nell'altra dimensione alla quale la ragazza apre le porte, svelando un mondo di entità e maestri. Ripercorrendo le sue tante vite cambia la vita e il percorso del dottor Weiss che ha fatto dell'ipnosi regressiva e poi progressiva il filo conduttore della sua vita.

In Italia il dottor Angelo Bona ha percorso la strada dell'ipnosi regressiva scrivendo libri di successo.

Il dott. Marco Chisotti Psicologo, Psicoterapeuta, Presidente dell'AERF, Ipnologo Costruttivista Clinico, consulente presso l'Istituto di Medicina dello Sport di Torino, responsabile della formazione dell'AERF nei corsi di counselling e coaching. E' stato inoltre il mio insegnante.

A Torino il dottor Giuseppe Vercelli, psicologo, ipnologo e docente all'università degli studi di Torino è scrittore, autore fra altri dei libri: "manuale di counselling", "vincere con la mente" , "ghiande dello stesso ramo" e ideatore del metodo mentale "Sfera" per il raggiungimento della massima prestazione in campo sportivo ma anche nella vita di tutti i giorni. E' psicologo, della squadra nazionale dello sci alpino per le olimpiadi invernali e responsabile scientifico del centro psicologia dello sport di Torino e Juventus University.

Anche il dott. Vercelle è stato mio insegnante e tutor.

Altri professionisti si sono uniti a questa maggiore consapevolezza per migliorare la nostra evoluzione. Se vogliamo vivere una vita più piena bisogna prima conoscere le proprie potenzialità, scoprendo chi siamo veramente. Portare la mente in onde Alpha e Theta, è la strada che ci innalza a questa conoscenza. Non serve cercare gruppi ai quali unirsi per sentirsi più forti, non serve cercare un Dio al di fuori di noi se prima non si è trovato dentro di noi. Conoscere l'ipnosi e la meditazione è la vera forza.

Pubblicato in ipnosi
Sabato, 02 Gennaio 2010 19:18

comprendere e padroneggiare l'autoipnosi

La mia strada che porta al cuore: L’AUTOIPNOSI

Per autoipnosi si intende dunque: "uno stato di coscienza modificato o diverso", ottenuto attraverso un lungo, serio, costante, impegnativo e motivato allenamento atto a rivolgere la mente dall'esterno verso il mondo interno, anche con l'uso di vari metodi di rilassamento praticando l'introspezione. Con ciò è dunque possibile risvegliare il mondo interno in modo che possa fornire, attraverso percorsi variabili da soggetto a soggetto, tutto il materiale inconscio che di norma si evidenzia attraverso metafore, simboli archetipici, arcaici, visualizzazioni, rituali, liturgie e tutto ciò di cui si serve l'inconscio per parlare attraverso il suo linguaggio.

Con questa metodica possiamo arrivare all'autorealizzazione ed in un secondo tempo, perfino all'autoguarigione.

Altro punto molto importante: per ottenere gli effetti voluti occorre usare un linguaggio specifico da rivolgere al "mondo interno". E’ necessario ricordarsi innanzi tutto che "noi siamo, ma anche diveniamo nel tempo ciò che pensiamo". La nostra salute fisica è legata a molteplici fattori di natura genetica ambientale e sociale, ma è anche largamente influenzata dalle nostre aspettative. L'autoipnosi diviene pertanto un valido e utile strumento per diminuire le aspettative negative aumentando di conseguenza le positive. La razionalità diminuisce quando l'immaginazione la fantasia e la creatività divengono predominanti. Con la pratica dell’autoipnosi possiamo perciò modificare le abitudini errate, il comportamento sbagliato ed il pensiero fuorviante e negativo. Sono queste le situazioni che portano a disturbi o malattie di tipo psicosomatico e funzionali. E’ assolutamente necessario allenarsi per un certo periodo di tempo, variabile da persona a persona, per ottenere risultati validi sicuri e incoraggianti, ma soprattutto è necessario credere e credere ancora in ciò che facciamo.

Questo è il racconto di un viaggio che si svolge attraverso l'ipnosi. Parlare di viaggio non è improprio in quanto l'ipnosi è un percorso all'interno di noi stessi nel profondo dell'anima, durante il quale il terapeuta che è in noi ci accompagna aiutandoci a rendere agevole il nostro compito fin dall'inizio anche se poi sta a noi proseguire da soli!

"Non comprendo!". Dissi rivolgendomi a Don Juan con tono preoccupato. "Come faccio a riconoscere il percorso che porta a dei pericoli da quello che porta alla conoscenza?!". "Come faccio a saperlo a priori, se il rischio poi è di non tornare indietro?!". Don Juan Matus mi guardò e rispose: "Chiediti semplicemente se quella strada ha un cuore.

da "Gli Insegnamenti di don Juan" di Carlos Castaneda

 

lucePrima di parlare di autoipnosi e di metterla effettivamente in pratica, è necessario parlare un po’ dell' ipnosi e di come funziona.

Esistono ormai tante definizioni di ipnosi, ma ad ogni modo l'idea comune resta quella di uno stato di grande rilassamento assomigliante ad uno stato di sonno in cui la volontà della persona è oltrepassata dalle indicazioni verbali dell'ipnoterapista. In altre parole è pensiero comune pensare che l'ipnosi tramite "determinanti parole" domina o controlla la volontà degli individui.

L'ipnosi in realtà ha poco o niente a che fare con lo stato di rilassamento e non si occupa neppure di controllare la "volontà" di una persona. L'ipnosi è un particolare stato di coscienza che può trasformarsi in uno strumento per comunicare con il nostro profondo, altrimenti chiamato inconscio.

Per "particolare stato di coscienza" intendo uno stato non ordinario che non è quello della veglia, ma nemmeno quello del sonno. Uno stato a noi più familiare di quanto possiamo immaginare, infatti capita spesso di sperimentarlo più e più volte durante l’arco della giornata: quando guidiamo l’automobile, quando ci incantiamo nel guardare fuori dalla finestra, quando percepiamo il tempo che non "passa mai" o che "scorre troppo in fretta".

Percepisco l’ipnosi come una strada che può condurre dritti alla nostra mente, un sentiero veloce che di volta in volta può risultare scosceso oppure in salita, ma sempre adattabile alla circostanze che si presentano nel corso della ricerca. Essa ci permette di riappropriarci di noi stessi e di quello che siamo veramente. Attingendo alle nostre più profonde potenzialità, ci permette di trovare le possibili soluzioni ai nostri problemi. Rappresenta un livello di comunicazione profonda tra individui, uno scambio di segnali visibili e non manifesti densi di rispetto, in cui la capacità di ascoltare regna sul potere suggestivo. L’operatore di ipnosi deve esser visto come una specie di abile pilota in grado di modificare la rotta di fronte ad ogni necessità del suo passeggero.

A questo punto l'ovvia domanda che ci possiamo porre è se non vi sia qualche pericolo nel praticare l'autoipnosi. Penso sinceramente che se l'autoipnosi è praticata nel modo corretto, non vi è alcun pericolo. Questa può sembrare un'affermazione non supportata da sufficiente esperienza od esperimenti scientifici in mio possesso, ma a parer mio è giustificata. E la ragione risiede in quanto abbiamo detto in precedenza, ovvero l'ipnosi è uno stato particolare che ciascuno di noi ha già sperimentato una volta o l'altra.

Le capacità di raggiungere lo stato ipnotico sono già in noi. E’ solo questione di scoprirne il segreto. Naturalmente, se invece l'ipnosi non è praticata correttamente, possono presentarsi anche dei pericoli.

L'ipnosi è del tutto diversa dalla psicoanalisi, anche se è utilizzata dagli psicoanalisti (in quel caso viene chiama ipnoterapia) perché è un metodo conveniente per raggiungere l'inconscio. Essa non necessita l’uso di psicofarmaci.

Il pericolo non è rappresentato dall'ipnosi in se stessa, ma dal disvelamento di alcune caratteristiche della personalità che una persona può non desiderare di conoscere. La nostra mente possiede il modo di reprimere le esperienze spiacevoli, specie quelle relative all'infanzia, ed è quasi certo che queste abbiano sede nell'emisfero destro. Questo pericolo può esserci nel caso in cui l'ipnosi sia associata a una ricerca in profondità nella personalità di una persona. Questa ricerca va compiuta unicamente sotto la direzione di uno psicoanalista o da un psichiatra professionista.

Un'altra difficoltà che merita di essere menzionata dato che non si tratta di un vero pericolo ma piuttosto di un problema è quello di come affrontare qualcosa di imprevisto. La difficoltà sta nel non sapere cosa fare o come reagire all'imprevisto. Per fortuna, casi del genere sono rari.

Prendiamo un semplice esempio. Una persona è stata ipnotizzata e senza ragione apparente si mette a tremare. Se si trattasse di una seduta ed il soggetto ipnotizzato si mette atremare o ha dei movimenti strani oppure piange, due sono le linee d'azione che l'operatore può seguire: può chiedere al soggetto perché sta piangendo o tremando, oppure può suggerirgli che non c'è alcuna ragione per piangere e che tutto va bene.

Richard Bandler riporta nel suo libro "Ipnosi e Trasformazione", che nella storia dell’ipnosi i ricordi spiacevoli sono stati rivissuti talmente di frequente che questo fenomeno è stato ufficialmente etichettato con il termine di "abreazione". Egli raccomanda poi di ricalcare il soggetto dicendogli ad esempio: "Stai provando delle sensazioni di disagio, ed esse sono molto intense", In questo modo accettiamo le reazioni del soggetto che non deve più lottare con l'operatore per riconoscere la validità della sua esperienza.

E poi: "E stai piangendo (o tremando) …e queste lacrime (..vibrazioni) sono espressione di un dolore e di un disagio che provengono dal tuo passato ..e tu soffri molto ..mentre ricordi ..queste particolari sensazioni, e di nuovo esse ritornano.. "

Ed ancora: "Vorrei tu ascoltassi queste parole. Ciascuno di noi nella sua storia personale ha avuto molte molte esperienze, alcune delle quali egli chiama spiacevoli . Queste spiacevoli esperienze formano spesso la base di capacità e abilità che verranno più tardi, e che le persone che non sono mai passate per queste esperienze non avranno mai. Quant’è piacevole provare disagio dal passato rendendosi pienamente conto di essere sopravvissuto a queste esperienze, e che esse adesso formano un insieme completo di esperienze dal quale puoi trarre nel presente comportamenti più adeguati."

In questa maniera le cose appena dette possono cambiare il significato di quanto stava avvenendo, facendo in modo che esperienze ritenute "solo spiacevoli" costituiscano la base di nuove conoscenze e nuove capacità. Ora nell'autoipnosi le due linee d'azione sono entrambe possibili, ma per continuare questo esempio, i casi sono due: o si sa perché si sta piangendo, oppure non lo si sa. Se non lo si sa, non ha senso chiedere spiegazioni. E' sufficiente la persistente ripetizione che forse non c'è alcuna ragione di piangere o tremare, o suggerirsi di trovarsi in un altro luogo o in un altro tempo.

Altra paura inconfessata è quella di non poter uscire dall'ipnosi durante la detrance. Ciò avviene con maggiore probabilità nell'eteroipnosi che nell'autoipnosi. Ed anche nella prima è molto raro. Se tuttavia avviene, tutto ciò che occorre fare è ripetere la suggestione di detrance.

Il fatto di non uscire dall'ipnosi una volta ricevuta l'istruzione di farlo non è dovuto al fatto che sia avvenuto qualcosa di pericoloso, tutto al contrario invece, la ragione più comune è che la persona ipnotizzata trova questo stato così completamente rilassante e benefico per il proprio corpo che desidera prolungarlo.

C'è tuttavia un'altra ragione che non è positiva, e merita la nostra attenzione, può essere che qualche suggestione impartita in precedenza, anche a se stessi, non sia stata annullata. Prendiamo un semplice esempio: Supponiamo di esserci auto suggeriti sotto ipnosi che il nostro braccio sarebbe divenuto insensibile e che ci siamo riusciti. Supponiamo inoltre che tentiamo di svegliarci senza annullare l'insensibilità del braccio; è' forse probabile che in questo caso non ci risveglieremmo. E la ragione è che il nostro inconscio sa che non abbiamo annullato l'insensibilità del braccio, e che se ci svegliassimo, ciò comporterebbe dei potenziali pericoli.

silenzioL’ inconscio è molto intelligente, ed agisce sempre nel senso del maggiore interesse della persona. La lezione che possiamo imparare è che bisogna sempre annullare o privare di validità qualsiasi suggestione che non si vuole abbia effetto nello stato di veglia.

C'è un altro effetto collaterale da citare. Alcune persone anche se poche, constatano al risveglio un leggero mal di testa, di solito dovuto alla forte concentrazione. Anche se esso ben presto sparisce, possiamo evitare del tutto la sua comparsa. La suggestione di detrance dovrà opportunamente contenere una frase che ci farà risvegliare sentendoci bene, rilassati freschi e ben svegli. In questo modo la suggestione è utilizzata per limitare qualsiasi possibilità di mal di testa. Anche se non risentiamo di alcun mal di testa, come la maggior parte delle persone, è sempre bene terminare ogni seduta con la suggestione di risvegliarsi sentendoci bene, rilassati freschi e ben svegli.

Una volta tranquillizzati riguardo ai pericoli insiti nell'impiego dell'ipnosi e a patto che essa sia correttamente eseguita in riguardo ad eventuali avvenimenti imprevisti, altre domande che vengono frequentemente spontanee sono: non perderò i sensi? Sarò in grado di svegliarmi in caso di pericolo,  se suonano alla porta o squilla il telefono? II fatto che io sia ipnotizzabile significa forse che la mia volontà è debole? Significa che sono una persona credulona? Farò tutto ciò che dice l'ipnotizzatore, e sarò così in suo potere? Queste sono solo alcune delle preoccupazioni più comuni. Ora anche se esse si riferiscono in buona misura all'eteroipnosi, vale la pena di commentarle, perché ci forniscono informazioni sullo stato ipnotico, e anche perché esse non hanno senso se riferite all'autoipnosi. Questione questa che è spesso trascurata.

La perdita di coscienza è di gran lunga la più forte preoccupazione. Essa è dovuta in gran parte al fatto che la gente ha paura di fare cose sconsiderate e di non rendersene conto. Questa errata idea abbastanza diffusa deriva fondamentalmente dalla paura, che quando si è sotto ipnosi "si perda contatto con la realtà" come nel sonno, e che si perda la consapevolezza di ciò che si sta facendo. Se fosse così, quando l'ipnotizzatore impartisce certe suggestioni, l'ipnotizzato non potrebbe udirle coscientemente e non succederebbe nulla. Quando si è addormentati o quando si perde conoscenza, per esempio per un colpo alla nuca, di solito non si risponde alle suggestioni. Quando invece si è sotto ipnosi di solito si è più che svegli, molto di più che nel normale stato di veglia.

Come vedremo più tardi sotto ipnosi l'emisfero sinistro del cervello "si addormenta", in altre parole è messo fuori circuito e quando una parte del cervello non è utilizzata, essa sospende l'attività e si addormenta. Sotto ipnosi, l'emisfero sinistro non è quasi in funzione e le parole vengono concentrate o meglio focalizzate esattamente come un raggio di luce viene focalizzato in un punto da una lente. Ciò permette alle parole di penetrare nel corpo calloso e di passare nell'emisfero destro che in questo momento è pienamente in attività.

Sospendendo l'attività della parte conscia del cervello si impedisce al principio di realtà di operare, ed allo stesso tempo si permette alle parole di penetrare nel corpo calloso e di suscitare immagini ed emozioni che obbediscono al principio del piacere. In tutto ciò si rimane pienamente consapevoli di quanto sta avvenendo, più consapevoli di quando si è pienamente svegli.

C'è un'eccezione che è importante ricordare;  il sonnambulismo che è il più profondo stato di ipnosi nel quale la persona esegue tutte le suggestioni impartite ma non se ne rende conto. Pare, da statistiche che ho estrapolato da libri trattanti l'argomento, che soltanto il quattro o cinque per cento circa della popolazione è in grado di raggiungere questa condizione o stato di sonnambulismo.

Per quanto riguarda invece l’autoipnosi, ciò avviene raramente, perché in questo stato non siamo più in grado di impartirci ulteriori suggestioni. Se tuttavia ciò accade, cadiamo addormentati svegliandoci poi a tempo debito, come se ci si fossimo addormentati in poltrona o davanti alla TV.

A proposito della volontà debole e della creduloneria, chi crede questo commette il grave errore di pensare che l'ipnotizzato abdichi alla propria volontà a favore di quella dell'ipnotizzatore (naturalmente, costoro avranno difficoltà a capire l'autoipnosi!).

E' invece molto importante rendersi conto che una persona ipnotizzata continua a pensare e mantiene una sua lucidità mentale ed a pensare in modo logico, ma secondo un tipo di logica che si riferisce allo stato di trance, come verrà spiegato in seguito.

Essa può sempre prendere decisioni e farà solo cose che non siano in contrasto col proprio codice morale. La ragione di ciò sta nel fatto che la persona ipnotizzata non perde completamente il contatto con la realtà, altrimenti come potrebbe capire alcune delle azioni suggeritele?Per usare la terminologia freudiana, Freud concepiva la personalità divisa in IO e Super IO, quest'ultimo è sede dei valori e della morale della persona. Possiamo affermare che sotto ipnosi nemmeno il Super IO può essere toccato. Sfortunatamente, questo non significa che nell'eteroipnosi una persona non possa essere condotta a fare cose che normalmente non farebbe, poiché essa può essere indotta con l'inganno a credere che sta facendo un qualche cosa che non è in contrasto col suo codice morale, sotto autoipnosi ciò è invece assolutamente impossibile.

Sappiamo per esperienza che le persone dalla volontà forte sono spesso più facilmente ipnotizzabili di quelle dalla volontà debole. Questo fatto ci fa intravedere un elemento essenziale dell'ipnosi, importante anche per coloro che praticano l'autoipnosi. Il punto cruciale di tutta la questione sta nel sapere se la persona vuole usare la propria volontà per cooperare o per opporsi all'ipnotizzatore.Sembra ragionevole supporre che quando la volontà viene utilizzata per cooperare con l'ipnotizzatore, la sua forza aiuta a superare il ponte tra i due emisferi prima in un senso e poi nell'altro; quando invece la volontà è utilizzata per opporsi alle suggestioni, con tutta probabilità il ponte non sarà superato e la persona non potrà essere ipnotizzata.

Più la volontà è forte, più l’ipnosi riesce quando essa coopera. Più la volontà è debole è più si oppone al processo ipnotico, meno l'ipnosi riesce. Per cui frasi del tipo: "Ho una volontà troppo forte per essere ipnotizzato", stanno a indicare un totale fraintendimento della natura dell'ipnosi.

Nell'induzione e nell'approfondimento ipnotico, la volontà può essere utilizzata sia per cooperare che per ostacolare. La stessa cosa è valida nel caso dell'autoipnosi. AI fine della riuscita è importante che la volontà cooperi e non si opponga.

Probabilmente tutti possono essere ipnotizzati, a eccezione dei bambini molto piccoli e delle persone con gravi handicap mentali.

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