Il Potere Trascendente

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Mercoledì, 17 Agosto 2011 09:39

la storia di isavros e di pitagora

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Circa un mese fa ricevetti una telefonata di un signore molto cordiale del nord Italia che disse di essere a Viareggio in vacanza; se pur si sforzasse a non farlo, (si capiva chiaramente), aveva un tono leggermente autorevole che lasciava trasparire il lavoro che poi mi disse di svolgere. Quando al nostro appuntamento lo vidi, quell'impressione che inizialmente ebbi, si dissolse immediatamente per lasciare spazio ad un senso di familiarità che ancor oggi non ho capito da dove venisse, il fatto sta che ci ritrovammo in studio a parlare come due vecchi amici.

Devo dire però che capita spesso e se pur l'impressione del ricevente possa essere quella di chiacchierare e basta, naturalmente non è così, perché seguo un certo metodo ed obiettivo per preparare la persona all'eventuale "trance" che poi servirà da ponte a ciò che mi è stato chiesto. A volte è più difficile, altre più facile raggiungere il traguardo, ciò non dipende da me ma dal grado di senso di critica delle persone, perché è l'abbassare della critica che permette di scivolare nell'altra dimensione dello spirito al quale siamo tutti, comunque sempre connessi. La razionalità, se sappiamo dominarla, senza che sia il contrario, ci permette di essere osservatori senza intromissioni. Il mio lavoro è mettere a proprio agio chi viene da me per permettergli di lasciarsi andare il più possibile, sentirsi a casa ed entrare nel proprio sogno permettendogli di essere sua attenta guida e guardia dei suoi interessi.

Ma tornando all'appuntamento con il signore con la barba bianca, ah si, non l'ho detto... Aveva una barba bianca proprio come babbo natale! E che lavoro svolge? Il professore.

Danilo (nome di pura fantasia) insegna matematica e i nostri primi due appuntamenti servirono a conoscerci e a delineare con più chiarezza il piano di lavoro che ci avrebbe permesso di arrivare insieme alla conclusione delle sue domande fino ad allora irrisolte.

Al nostro terzo appuntamento pensai che poteva essere pronto per un'ipnosi regressiva, mi dissi come sempre che se poi non lo fosse stato, l'avrei aiutato a tornare tranquillamente allo stato di veglia così come se non fosse niente. Questa è normale prassi per me, perché nelle mie sedute uso provare vari rilassamenti e non vado mai avanti davvero se non vedo pronta la persona. Inutile illudere, a volte ci vuole un'attenta preparazione, mentre c'è chi si lascia andare quasi da subito, ma è sempre meglio non essere aggressivi.

Ecco la sorpresa nella quale mi trovai: Danilo, o meglio la sua anima non aspettava altro di parlarmi e raccontare la sua storia. Così neanche molto dopo i primi minuti di rilassamento e appena varcata la soglia del tempo inizia: "Mi chiamo Isavros e mi trovo a Mileto con il grande maestro"

In che anno siamo Isavros? dico io" Mi sembra che nel vostro tempo sia il 547 a.C." risponde, "Mileto della costa Igea?" replico io "Si" afferma e così continuo: parlami della tua famiglia Isavros e come vivi" Isavros risponde subito:

"Abito in una bella casa ma non mi trovo bene qui, i nostri genitori sono morti, mio fratello Apodisis se n'è andato a vivere dall'altra parte della città, è un famoso atleta." "Io e mia sorella Euthasia seguiamo il maestro, io sono fra i pochi suoi discepoli". Quando Isavros parla del maestro si capisce chiaramente la devozione ed ammirazione nei suoi confronti, mi parla dei i suoi sacrifici e rinunce per seguirlo, mi parla del difficile momento politico, poi si sofferma: "Lui non è come gli altri, conosce ed insegna l'astronomia, la geometria, la matematica, quando parla la sua voce è una musica e incanta, guarisce, parla agli animali, è connesso con i segreti dell'Universo." "Puoi dirmi il suo nome?" gli domando, ma non mi risponde perché emozionato spiega: "adesso siamo in nave, viaggiamo per la nuova terra" e mi descrive il viaggio, la nave, finché sembra perdere il filo di ciò che mi sta narrando ed allora gli chiedo di descrivermi il loro arrivo e di portarmi nel punto importante dove tutto è cominciato.

Isavros allora ha un sussulta e dice: "Si, siamo arrivati da un pò, Il maestro ha grande successo qui" "dove siete?" gli chiedo, "A Kroton, " e continua concitato: "La mia conoscenza aumenta sempre di più, studio e medito continuamente, le mie facoltà spirituali si aprono, il maestro ha scoperto il segreto mistico dei numeri" , Parla a frasi slegate fra di loro perché molto , molto, emozionato, "noi spiriti ci incarniamo per evolvere, ma poi torniamo a casa dove tutto è solo gioia. "Sono preoccupato" continua, qui nella nuova città viviamo gran successo ma non tutti i consensi sono positivi, abbiamo pochi nemici ma molto pericolosi".

Isavros parla sempre più a fatica e spiega "non mi piace come Nikandros guarda e parla a mia sorella, " "chi?" gli chiedo, "sono nemici, odiano il nostro successo", risponde subito, poi ansima e in preda al terrore grida:

"Ci hanno fatto un'imboscata!.... Ci tirano sassi!... Hanno dato fuoco a tutto quanto!!...." La sua voce si fa sempre più affaticata e sofferente. "Non ce la faccio!... Penso che mi hanno dato fuoco!... Sto bruciando!..... Il dolore è terribile!..." "Isavros" replico io, "staccati dalla scena e guardala dall'alto, portati fuori dalla sofferenza e spiegami con più distacco cosa sta succedendo". Ma invece continua con la stessa forte emozione: "insieme ai miei compagni mi sto sacrificando per il maestro perché lui abbia salva la vita, ma sono contento lui è salvo" e a questo punto la sua voce si fa più calma e serena, quindi io insisto con la richiesta di dirmi chi sia il maestro se pur a quel punto da ciò che conosciamo della storia mi sembrava abbastanza chiaro chi fosse e mi rivolgo a lui con fermezza:"Ma come si chiama il maestro, Pitagora?" "Si" risponde Isavros e continua: "lui è uno spirito superiore venuto per insegnare, ora sono a Casa con i miei cari e gli altri verranno, ma non nella vostra sofferente dimensione, qui è tutta armonia e gioia" "forse deciderò di incarnarmi ancora e sempre per insegnare.. Voi dovete ancora comprendere molte cose, ma ora ci dobbiamo salutare e ti ricordo la tua missione, quella di divulgare la vera conoscenza di Casa e la responsabilità".

Con i suoi tempi Danilo riprende il lo stato di veglia, per fortuna la sua ipnosi non era profonda ma semi leggera, questo tipo di trance permette alla parte cosciente del cervello di assistere e ricordare. Danilo potrà ricordare e non affidarsi soltanto alla mia descrizione, sicuramente è il miglior tipo di trance per risolvere un conflitto.
Il professore dopo qualche giorno mi ha telefonato e mi ha detto tutto soddisfatto che ha smesso di sognare e fare incubi riguardo al fuoco (per questo si era rivolto a me), ha capito la ragione della loro esistenza e finalmente la tranquillità è arrivata in una volta sola.

Quest'incontro ha generato in me la grande curiosità riguardo la vita di Pitagora e la sua numerologia. Ho fatto ricerche sulla sua vita e tutta la storia che mi è stata raccontata calza a pennello, ammetto che di Pitagora sapevo poco e niente, se non che fosse l'autore della numerologia e del famoso teorema. Ho letto che nacque nel 580 a.C. nell'isola di Samos, tra l'altro bellissima e vorrei conoscerla più da vicino. Studiò astronomia, pittura, matematica, geometria da svariati maestri di diversi paesi e diverse scuole. Fondò la sua propria scuola nella regione Ionia e poi viaggiò con i suoi seguaci fino a Crotone in Italia. Il successo spirituale e anche politico di Pitagora nella nostra terra fu in espansione continua, davvero comunicava e ammansiva gli animali, capiva i segnali del corpo e scoprì i segreti della numerologia, aveva il dono dell'ubiguità e professava i principi della reincarnazione. Era guaritore, astronomo, geometra, matematico, oratore, sua figlia parlava alle donne attivando i loro diritti e anticipando i tempi. Tutti lo seguivano, purtroppo però l'invidia prese forza e non ci sono prove che una ragione sia stata anche la sorella di Isavros, ma secondo gli scritti che ci sono pervenuti ci spiega che per il grande consenso che suscitava nacque l'odio di un certo Cilone che gli tese un'imboscata e quasi tutti furono uccisi, trucidati e dati fuoco meno Pitagora che raggiunse l'età di 100 anni, sulla sua morte esistono varie versioni, non si sa quale sia quella giusta.

Una cosa è certa: io questa storia non la sapevo con precisione, ammesso che il professore la conoscesse, come da professore sia giusto che sia, posso assicurare che il suo strazio era più che reale. Una storia, vera, vissuta e raccontata con tutte le emozioni del caso.

Mi sono così incuriosita che mi sono iscritta ad un corso di numerologia on line. Già tempo fa frequentai un corso da una collega che mi insegnò cose interessantissime. Poi non continuai ma adesso è arrivato il momento di farlo perchè la numerologia di Pitagora e la sua storia è arrivata a me molto da vicino per non seguirla. Io penso proprio di si.

E niente è un caso sappiamo.

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