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| ipnosi regressiva |
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| articoli - ipnosi |
| Scritto da Giuse |
Cosa è l'ipnosi regressiva, a cosa serve e come si pratica, scopriamo meglio questo importante strumento che sempre più psicoterapeuti utilizzano. L'ipnosi regressiva è una metodologia utile, nel contesto di una psicoterapia, per far riaffiorare dall'inconscio ricordi, eventi o traumi che influenzano l'attuale vita di un soggetto affetto da problemi psicologici come fobie e crisi di panico. La terapia, è utile anche per chi desidera una crescita interiore e vuole ricongiungersi con il proprio SE. Il termine "regressiva" sta a indicare che con questa pratica si cerca di stimolare, in un soggetto in trance, la capacità di ritornare indietro nel tempo ricordando esperienze rimosse. Durante la rievocazione intraipnotica il paziente comunica di contenuti riferibili a vite precedenti, spesso questi racconti sono accompagnati da fenomeni di xenoglossia, ossia la capacità di parlare una lingua mai conosciuta. Secondo il parere prevalente di un oramai vetusto mondo accademico, ciò è attribuibile ad immaginazione, falsi ricordi, suggestione e condizionamento da parte del conduttore che favorirebbe l'emersione nel soggetto di criptomnesie e confabulazioni.
Di parere opposto sono invece molti ricercatori, tra cui nomi illustri quali Raymond Moody, Brian Weiss, Ian Stevenson, Angelo Bona che nella loro pratica clinica affermano di avere riscontrato, durante le regressioni ipnotiche, l'emersione di contenuti riferibili a vite precedenti. Le più antiche pratiche di regressione a vite precedenti compaiono nelle Upaniṣad, risalenti al 900 a.C. Patanjali, vissuto probabilmente tra il IX e il IV sec. a.C. e ritenuto il maggior esponente del Raja Yoga, negli Yogasutra definisce la regressione pratiprasavah (riassorbimento, nascita a ritroso). Secondo la scuola di pensiero a lui ispirata la regressione a vite precedenti sarebbe in grado di eliminare il karma accumulato nei samskara (impressioni coscienziali) durante esistenze precedenti.Come si pratica l'ipnosi regressiva L'ipnosi regressiva è uno strumento della psicoterapia e come tale deve essere utilizzato. In primo luogo occorre depotenziare nel soggetto la relazione con l'ambiente esterno. Nella pratica ipnotica il soggetto viene guidato, ini un certo numero di sedute, al raggiungimento di uno stato ipnotico profondo. Per aiutare il soggetto a rintracciare i vissuti del proprio passato, si suggeriscono delle brevi visualizzazioni mentali, come ad esempio scendere una lunga scala, oppure quella di percorrere una strada la quale, ad un certo punto, svolta a sinistra: ambedue chiari simboli di recupero di ciò che è già accaduto. Oltre a proporre di raggiungere un periodo nel quale si sono svolti eventi cruciali, l’induttore deve intervenire per convogliare la psiche del soggetto verso quei particolari eventi che sovente egli cerca di eludere. Il ruolo dell’induttore, in questa fase centrale, è prioritaria: egli deve carpire il momento, la frase, che lascia intravedere il vero dilemma decisionale e, se è il caso, deve operare con tono più imperativo per aprire un varco nell’eventuale resistenza ancora presente. L’utilizzo di apparecchiature di registrazione dell’audio, si rivelano indispensabili, per poter risentire la regressione, valutarla e coglierne i passaggi significativi, e infine condurre, se fosse necessario, un’indagine a posteriori, per rintracciare le causazioni adeguate, utili all’analisi del passato.Alcuni link che potrebbero interessarti Qui il racconto di un esperienza di regressione ipnotica Scarica gratuitamente un esercizio di ipnosi regressiva, un bellisimo file MP3 di Dania Ristori |
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Cosa è l'ipnosi regressiva, a cosa serve e come si pratica, scopriamo meglio questo importante strumento che sempre più psicoterapeuti utilizzano. L'ipnosi regressiva è una metodologia utile, nel contesto di una psicoterapia, per far riaffiorare dall'inconscio ricordi, eventi o traumi che influenzano l'attuale vita di un soggetto affetto da problemi psicologici come fobie e crisi di panico. La terapia, è utile anche per chi desidera una crescita interiore e vuole ricongiungersi con il proprio SE. Il termine "regressiva" sta a indicare che con questa pratica si cerca di stimolare, in un soggetto in trance, la capacità di ritornare indietro nel tempo ricordando esperienze rimosse. Durante la rievocazione intraipnotica il paziente comunica di contenuti riferibili a vite precedenti, spesso questi racconti sono accompagnati da fenomeni di xenoglossia, ossia la capacità di parlare una lingua mai conosciuta. Secondo il parere prevalente di un oramai vetusto mondo accademico, ciò è attribuibile ad immaginazione, falsi ricordi, suggestione e condizionamento da parte del conduttore che favorirebbe l'emersione nel soggetto di criptomnesie e confabulazioni.
Di parere opposto sono invece molti ricercatori, tra cui nomi illustri quali Raymond Moody, Brian Weiss, Ian Stevenson, Angelo Bona che nella loro pratica clinica affermano di avere riscontrato, durante le regressioni ipnotiche, l'emersione di contenuti riferibili a vite precedenti. Le più antiche pratiche di regressione a vite precedenti compaiono nelle Upaniṣad, risalenti al 900 a.C. Patanjali, vissuto probabilmente tra il IX e il IV sec. a.C. e ritenuto il maggior esponente del Raja Yoga, negli Yogasutra definisce la regressione pratiprasavah (riassorbimento, nascita a ritroso). Secondo la scuola di pensiero a lui ispirata la regressione a vite precedenti sarebbe in grado di eliminare il karma accumulato nei samskara (impressioni coscienziali) durante esistenze precedenti.
L'ipnosi regressiva è uno strumento della psicoterapia e come tale deve essere utilizzato. In primo luogo occorre depotenziare nel soggetto la relazione con l'ambiente esterno. Nella pratica ipnotica il soggetto viene guidato, ini un certo numero di sedute, al raggiungimento di uno stato ipnotico profondo. Per aiutare il soggetto a rintracciare i vissuti del proprio passato, si suggeriscono delle brevi visualizzazioni mentali, come ad esempio scendere una lunga scala, oppure quella di percorrere una strada la quale, ad un certo punto, svolta a sinistra: ambedue chiari simboli di recupero di ciò che è già accaduto. Oltre a proporre di raggiungere un periodo nel quale si sono svolti eventi cruciali, l’induttore deve intervenire per convogliare la psiche del soggetto verso quei particolari eventi che sovente egli cerca di eludere. Il ruolo dell’induttore, in questa fase centrale, è prioritaria: egli deve carpire il momento, la frase, che lascia intravedere il vero dilemma decisionale e, se è il caso, deve operare con tono più imperativo per aprire un varco nell’eventuale resistenza ancora presente. L’utilizzo di apparecchiature di registrazione dell’audio, si rivelano indispensabili, per poter risentire la regressione, valutarla e coglierne i passaggi significativi, e infine condurre, se fosse necessario, un’indagine a posteriori, per rintracciare le causazioni adeguate, utili all’analisi del passato.







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Barbara B.
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