esperienze di premorte
Near-Death Experiences ovvero Stato di Pre-Morte o Esperienze di Pre-Morte. Questa esperienza solitamente si verifica nei soggetti dopo aver avuto un gravissimo trauma fisico come un incidente, o durante un intervento chirurgico, quando ad esempio per alcuni minuti e secondi il cuore cessa di battere, ma che infine sono sopravvissuti.
Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale (EEG). Ciò nonostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti, una volta tornati alla vita, riferiscono a medici e infermieri, a parenti e amici dei ricordi straordinari; mentre erano "clinicamente morti", avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto distanti da quello in cui era stato collocato il corpo.
Questa una delle tante testimonianze:
"Ero stato ricoverato d'urgenza per un collasso cardiaco, era estate e faceva molto caldo. Mentre ero in ambulanza le mie condizioni peggioravano. Persi i sensi. Mi sono ritrovato dentro un tunnel o in uno spazio oscuro dove vedevo davanti a me una luce straordinaria, ed io senza rendermene conto gli andavo incontro. Mi sono ritrovato in un bellissimo luogo, un grande prato con tantissimi piccoli fiori gialli, sembravano margherite gialle. La sensazione che ho provato era d'immensa calma e tranquillità, non avevo più tutti i pensieri della quotidianetà come riuscire a pagare le bollette o essere angosciati nel fare un lavoro che non mi piaceva.
Mi stavo godendo questa bellissima sensazione quando sbucò dal nulla un mio vecchio amico, morto tanti anni prima in un grave incidente con la sua moto. Non ero meravigliato di vederlo, ci siamo salutati comunicando telepaticamente....non abbiamo aperto bocca. Mi disse che ancora non era giunto il momento, che mi era stata data la possibilità di dare
una sbirciatina in questa dimensione. Immediatamente dopo fui risucchiato come in un vortice ed infine nel mio corpo. Mi risvegliai nell'ambulanza mentre sentivo un ronzio come di cavi elettrici che scintillavano, il medico che mi stava mettendo una flebo mi disse ironicamente di non fare brutti scherzi, io gli chiesi per quanto tempo avessi perso conoscenza, lui mi rispose pochi secondi."
Molti dei soggetti che hanno avuto questa esperienza, una volta "risvegliati", hanno descritto dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si trovavano all'interno delle rispettive abitazioni o al lavoro. Negli ultimi trentacinque anni, a livello mondiale, l'interesse per queste esperienze in ambito scientifico è stato sollevato da Raymond A. Moody, medico psicologo, scrittore di molti libri sull'argomento tra cui "La luce oltre la vita di Raymond A. Jr. Moody", egli è ritenuto il massimo divulgatore degli studi sulle NDE.
Moody fu il primo a raccogliere dati sulle NDE, rendendoli pubblici durante le sue conferenze e tramite i suoi libri. In "La Vita Oltre La Vita" Moody lanciò una sfida a tutti gli studiosi di medicina, a cui chiedeva di impegnarsi maggiormente nelle ricerche concernenti le esperienze vissute in punto di morte (Raymond Moody, è nato in Georgia nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia e successivamente in Medicina e in Psichiatria.
Fasi caratteristiche dello stato di premorte
Di seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze soggettive, simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato la NDE.) e che sono maggiormente tenuti in considerazione dai ricercatori di tutto il mondo che operano in ambito medico, farmacologico, psichiatrico, psicologico, psicofisiologico e parapsicologico. Per alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali elementi è sufficiente per determinare la NDE, mentre per altri sono valide le fasi evidenziate dal test elaborato da Bruce Greyson.
Sensazione della morte
Molte persone non realizzano immediatamente che l'esperienza che stanno vivendo ha a che fare con la morte. Raccontano d'essersi trovate a fluttuare al di sopra del loro corpo, d'averlo guardato a distanza e d'avere improvvisamente provato paura e/o imbarazzo. In questa situazione arrivano a non riconoscere come proprio il corpo che vedono dall'alto, spesso la grande paura iniziale cede il posto alla chiara consapevolezza di quanto sta accadendo. Mentre si trovano in questo stato, le persone sono in grado di comprendere quello che medici ed infermieri si comunicano, anche se non hanno alcuna cultura medica, ma quando tentano di parlare con essi o con altre persone presenti, si rendono conto che nessuno riesce a vederli né a sentirli. Allora cercano di attirare l'attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo fanno, le loro mani passano direttamente attraverso il corpo. Dopo avere tentato di comunicare con gli altri, generalmente provano un maggiore senso della loro identità, e a questo punto la paura si trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.
Senso di pace e assenza di dolore
Finché la persona resta nel suo corpo può vivere un'intensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del dolore.
Il Tunnel
Questa esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella dell'abbandono del corpo (fisico). La persona si trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre. Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono d'essere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato d'avere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un altro regno. Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nell'entrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica oppure un ronzio.
Varcare la "soglia"
Il quadro "Salita all'Empireo", esposto nel Palazzo Ducale di Venezia, fu dipinto dal pittore olandese Hieronymus Bosch (1450-1516); in esso è illustrata l'ascesa al cielo delle anime che, sorrette e guidate dagli angeli, si accingono a percorrere un lungo tunnel buio, al termine del quale brilla una luce.
Quello stesso tunnel, quella stessa luce lontana, quelle stesse anime guidate da angeli riappariranno nel 1975, quando Raymond A. Moody pubblica il suo libro La vita oltre la vita.
Gli Esseri di Luce
Una volta superato il tunnel, generalmente la persona riferisce d'avere incontrato degli "esseri" che brillano di una stupenda luce, che permea ogni cosa e riempie il soggetto d'amore. In questa dimensione, luce e amore sono la stessa cosa; la luce è descritta come molto più intensa di qualsiasi altra conosciuta in Terra, non è accecante ma è calda, stimolante, viva. Oltre alla intensa luce, molte persone raccontano di avere incontrato amici o parenti (precedentemente deceduti) contraddistinti da corpi luminosi ed eterei; di avere visto bellissime scene pastorali e città fatte di luce la cui grandiosità è indescrivibile. In questa situazione la comunicazione non si svolge come al solito a parole, ma "telepaticamente", con una comprensione immediata.
Il Supremo Essere di Luce
Dopo avere incontrato diversi esseri di luce, generalmente, la persona "clinicamente deceduta", incontra un essere che definisce il "Massimo Essere di Luce". Chi ha avuto un'educazione cristiana spesso lo identifica con Dio o Gesù; coloro che professano altre fedi lo chiamano Buddha o Allah. Gli atei riferiscono che non si tratta di Dio e neppure di Gesù, ma è un essere sacro. Tutte le persone dichiarano che si tratta di un essere che emana amore e comprensione assoluti. Quasi tutte le persone dicono di avere desiderato di restare per sempre con lui, desiderio che però non può essere soddisfatto e, solitamente, uno degli esseri di luce (parenti defunti ecc.) o il Massimo Essere di Luce, dopo che il soggetto ha riesaminato la sua intera vita, lo invita (o gli ordina) di rientrare nel suo corpo terreno.
Il film della propria vita
Quando ciò avviene non vi sono più contorni materiali, ma solo una visione panoramica a colori e a tre dimensioni, di ogni singola azione compiuta dal soggetto in stato di NDE, durante la vita. Solitamente questa situazione si verifica nella prospettiva di una terza persona, non si svolge nel tempo da noi conosciuto ma l'intera vita del soggetto è presente contemporaneamente. In questa condizione si rivedono le azioni buone e cattive compiute fino a quel momento, e si percepisce immediatamente l'effetto che esse hanno procurato sul prossimo. Durante tutto il tempo in cui il soggetto riesamina la sua vita, l'Essere di luce gli resta accanto, gli pone delle domande (ad esempio che cosa ha fatto di bene nella sua vita), l'aiuta a compiere la revisione e a sistemare (in prospettiva) tutti gli eventi della sua vita. Le persone che hanno vissuto una NDE si convincono che la cosa più importante della vita è l'amore, seguito (per la maggior parte di loro) dalla Conoscenza. Mentre i sopravvissuti rivedono i momenti della loro esistenza in cui hanno imparato qualcosa, l'Essere di luce sottolinea che, oltre all'amore, una delle cose che si può portare con sé al momento della morte è la conoscenza. Generalmente quando la persona torna in vita, ha un gran desiderio di approfondire le sue conoscenze intellettuali, spesso diventa un avido lettore anche se, nel suo recente passato, non amava studiare, oppure si iscrive a corsi che gli permettono di approfondire argomenti da lui mai prima trattati.
Rapida ascesa al cielo
Non tutte le persone che hanno vissuto una NDE fanno l'esperienza del tunnel, alcune invece raccontano d'essersi sentite fluttuare, di essere salite rapidamente al cielo e di aver visto l'universo dalla stessa prospettiva dei satelliti e degli astronauti.
Riluttanza a tornare in vita
L'esperienza di Pre-Morte è talmente piacevole che molte persone non vorrebbero tornare indietro e, spesse volte, sono molto adirate con i medici che le hanno fatte ritornare. E' però una reazione momentanea e, solitamente dopo una settimana (anche se rimpiangono lo stato di beatitudine vissuto durante la NDE), sono felici d'avere avuto l'opportunità di continuare a vivere. La maggior parte delle persone riferisce che, se avesse dovuto pensare solo a se stessa, sarebbe rimasta nell'altra dimensione. Tutti dichiarano che sono ritornati per amore dei loro bambini oppure per i genitori o i coniugi.
Differente percezione spazio - temporale
Tutte le persone che hanno sperimentato l'esperienza di Pre-Morte raccontano che in quella dimensione il tempo è notevolmente compresso e assolutamente diverso da quello segnato dagli orologi; spesso viene descritto come l'esperienza o il senso dell'eternità. Durante la NDE, generalmente i confini imposti dallo spazio nella vita quotidiana scompaiono. Infatti, se la persona (ritenuta da medici ed infermieri morta) vuole recarsi in uno specifico posto, può farlo semplicemente pensando di esservi. Alcuni soggetti hanno riferito che, mentre si trovavano fuori dal corpo ed osservavano il lavoro svolto dai medici nella sala operatoria, se volevano vedere i loro parenti, era sufficiente che desiderassero spostarsi nella sala d'aspetto o raggiungere l'abitazione o il luogo in cui si trovavano.
Daniela Ristori, ipnostista e analista clinico in discipline psicologiche, ideatrice del metodo "Il Potere Trascendente" ha perfezionato una tecnica volta alla rievocazione di vite precedenti "Regressione Ipnotica" . Vi rimandiamo ad un suo articolo con il racconto di una di una seduta di ipnosi regressiva.
ghiandola pineale parte 1
Una Macchina perfetta
Il nostro corpo è una "macchina" perfetta, anche adesso che stai leggendo questo articolo davanti al computer, impulsi luminosi attraversano le tue pupille ed impressionano le terminazioni nervose situate sul fondo dell'occhio, chiamate coni e bastoncelli. Esse trasformano l'impulso ottico in impulso elettrico che corre in speciali "corsie" chiamate nervi ottici.
Questi segnali vengono irradiati a numerose cellule del cervello che elaborano i dati che ricevono e li interpretano. Queste elaborazioni sono dati che la nostra mente trasforma in pensieri.
Il pensiero a sua volta influenza la chimica del nostro cervello e libera degli ormoni a seconda dell'interpretazione dei dati. Così nascono le nostre reazioni emotive: possiamo piangere, ridere, arrabbiarci, spaventarci. Poi la mente elabora la risposta motoria conseguente all'emozione provata, ad esempio se abbiamo paura cerchiamo di scappare o di difenderci. Tutto questo per dire che ad ogni nostra azione, anche la più banale, corrisponde una molteplicità incredibile di operazioni e ci dà l'idea di come sia complesso il nostro corpo, o meglio il nostro essere, composto da una parte fisica, da una componente emotiva e pensante e da una componente spirituale.
Il corpo umano funziona come una macchina meravigliosa, in cui ogni componente lavora in armonia, sapendo esattamente cosa fare.
Il nostro corpo è il risultato di milioni di anni di evoluzione e di adattamenti, perfezionando ciò che usiamo di più e "sopprimendo" ciò che usiamo meno come la Ghiandola Pineale.
cosa è
La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di un pisello situata al centro del cervello, sporge all'estremità posteriore del 3° ventricolo. Appartiene all'epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce.
caratteristiche
La ghiandola pineale, che contiene cellule pigmentate simili a quelle che si trovano nella retina,è sensibile alla luce e reagisce all'alternanza periodica di luce e di buio che l'occhio recepisce e trasmette. Essa controlla l'orologio biologico del corpo, il meccanismo interno che ci dice quando è ora di dormire e di svegliarsi.
La Ghiandola Pineale esercita il suo controllo attraverso la melatonina che produce soprattutto di notte quando siamo addormentati.
Potremmo definire la Ghiandola Pineale il "regolatore dei regolatori", infatti essa regola il ritmo della vita stessa, e ciò appare nel modo più chiaro nel regno animale, dove esso non viene interrotto da alcun meccanismo artificiale. In primavera, la pineale riaccende le pulsioni sessuali, segnalando agli animali che è la stagione dell'accoppiamento, poi quando l'estate cede il passo all'autunno, la pineale segnala agli uccelli che è tempo di migrare.
La Ghiandola Pineale funziona anche come una sorta di bussola fisiologica, mantenendo gli uccelli sulla giusta rotta mentre sorvolano il pianeta, e quando l'inverno si avvicina e le ore di luce giornaliera diminuiscono, la pineale avverte gli animali che è tempo di cercare un riparo e di entrare in letargo.
cenni storici
La Ghiandola Pineale veniva definita dalle antiche culture Mesopotamiche il "Terzo Occhio", ma è anche conosciuta come "Occhio Divino", l'occhio che vede tutto. "The all seeing eye" molto probabilmente non è altro che la ghiandola pineale collegata direttamente al macrocosmo ed al TUTTO.
Per la medicina orientale,le informazioni ricevute dai campi di energia sottile attraverso la Ghiandola Pineale sono decodificate e trasmesse lungo la colonna vertebrale come vibrazione risonante. L'informazione viaggia anche in altre parti del corpo attraverso canali di energia, campi bioelettrici, fibre nervose e sistemi di circolazione.
Per Cartesio la ghiandola è il punto privilegiato dove Mente (interiorita') e Corpo (esteriorita') interagiscono (interessante il 31° articolo ne:“Le passioni dell’anima” dove la ghiandola viene definita sede dell'anima).
Per i discordiani (corrente di pensiero pseudoreligioso), consultando la propria ghiandola pineale si possono accedere ad informazioni più evolute su qualsiasi Idea Innata.
Per i culti pagani e magici in generale,la ghiandola si fa' partecipe di un collegamento fra il mondo astrale e quello materiale e dall'allenamento di Essa si determina il proprio potenziale aurico e spirituale.
Potremmo definire la nostra Ghiandola Pineale il nostro Stargate naturale verso altre dimensioni, infatti oltre che produrre la melatonina, produce anche DMT N-N (dimetiltriptamina), Una molecola semplice, ma potentissima. Una molecola endogena, ma anche di sintesi. Mentre dormiamo viene prodotta nel nostro cervello e il suo picco massimo è registrabile verso le 3-4 del mattino proprio nella fase del sonno profondo o REM, durante il quale, generalmente, si sogna. La molecola ha una funzione complessa non ancora completamente svelata, ma, come ipotizzato da numerosi scienziati che l'hanno provata su volontari sani nel più grande studio mai eseguito con sostanze serotonine simili, potrebbe essere la molecola dello spirito. La DMT avrebbe il ruolo di essere la molecola dello spirito umano con la capacità di intervenire in tutti quegli stati in cui, il solo corpo non saprebbe ritrovarsi o reagire.
Secondo antiche credenze la Ghiandola Pineale una volta attivata diviene l'interfaccia con la nostra coscienza conferendo la "vista interiore", cioè il dono di ripercorrere le precedenti esistenze e riepilogare il rapporto karmico che conduce alla reincarnazione, oltre alla capacità di identificarsi con il Principio vitale cosmico e di accedere ad una moltitudine di poteri psichici.
Per il suo fascino è da sempre oggetto di studi ma, anche per la sua complessità, le informazioni messe a disposizione dalla scienza ufficiale, trattano ancora superficialmente questo organo straordinario i cui poteri, nei millenni passati, venivano sapientemente utilizzati dalle civiltà più avanzate. Benefici oggi perduti assieme alla conoscenza di quei popoli. Tuttavia sono stati rinvenuti numerosi manufatti che narrano dei poteri del terzo occhio in tutte le culture antiche conosciute, come ad esempio, nella cultura egizia, nel buddismo e anche nel cristianesimo, dove esistono citazioni di filosofi e nei vangeli (apocrifi e non) sullo stato di illuminazione derivante dalla sua apertura. Non tutte le religioni e le filosofie hanno saputo cogliere il vero simbolismo legato alla ghiandola pineale e ispirarsi a questa antica conoscenza, così come la medicina ortodossa non si è mai preoccupata troppo di effettuare ricerche approfondite. Anticamente si credeva che queste speciali facoltà fossero riservate esclusivamente ad esseri superiori, illuminati, in contatto con Dio. Ma non è così, tutti hanno queste capacità.
cenni biblici
Ci sono un paio di cenni biblici che ci potrebbero riportare a quanto detto prima, ma qui è solo questione d'interpretazione e lettura profonda fra le righe. Affrontare una discussione se quello che dicono i vangeli si riferisce alla ghiandola pineale potrebbe portarci a discorsi filologici dove tutto è dimostrato con tutto, ed il niente anche. Questi i versetti in questione:
Matteo 6:22 - La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato;
Matteo 4:16 - il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte una luce si è levata.
Potremmo parlare per giorni di ciò che Matteo ci vuole rivelare, il suo vangelo è quello più ricco di citazioni, di allusioni e di rimandi all’Antico Testamento......forse il vangelo più criptico, influenzato forse dagl'insegnamenti segreti che il Cristo "elargiva" solo ai dodici. Tornando alle citazioni, la prima citazione fa riferimento alla natura della ghiandola pineale e mette in evidenza l'importanza di tenere il Terzo Occhio aperto, mentre la seconda ci dice invece che nell'oscurità e durante il sonno il Terzo occhio si riattiva "illuminandoci".
Riattivare la ghiandola pinela e tenere il terzo occhio aperto
La ghiandola Pineale è conosciuta anche nel mondo esoterico come "Il Terzo Occhio", l'Occhio Centrale di Shiva, l’Occhio di Horus e il Corno dell’Unicorno. Il Tempio di Ma’at in Egitto era dedicato al processo dell’apertura del Terzo Occhio. Il Terzo occhio è un occhio eterico o quadridimensionale e agisce come una sensibile ricetrasmittente, per mezzo della quale è possibilile ricevere informazioni da altre dimensioni, le informazioni ricevute vengono elaborate tradotte ed interpretate dal nostro cervello per ottenere l'Illuminazione o la saggezza. Attraverso quest' occhio si percepiscono i piani interiori, le forme pensiero e le entità più elevate. Si acquisisce anche un miglior senso della causa e dell’effetto, aumentando la nostra consapevolezza. Il fenomeno studiato da scienziati, ha caretteristiche identiche assumendo DMT sintetizzate artificialmente. Steven Szara sintetizzò per la prima volta il DMT (dimetiltriptamina) nel 1957 chiamando questa sostanza LSD, una delle sostanze psichedeliche più potenti.
Il DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris, anadenanthera nella noce moscata e in molte altre piante. L'estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure per distillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali utilizzano una pianta da cui si ricava un estratto chiamato ayahuasca. L'estratto, ottenuto dalla battitura di pezzi della liana Banisteriopsis, contiene una percentuale altissima di dimetiltriptamina, questo è preparato dai popoli amazzonici e della cordigliera delle Ande ed è utilizzato dagli sciamani e stregoni indigeni per i riti di visione e di comunicazione con il divino.
La particolarità dell'Ayahuasca consiste nel fatto che grazie agli inibitori della Banisteriopsis la Dimetiltriptamina resta in circolo nel corpo per un tempo decisamente maggiore rispetto all'assunzione dei vapori. Circa 20-30 minuti se fumata, mentre ingerita sotto forma di bevanda la DMT rimane in circolo per 2, anche 3 ore, rendendo l'esperienza decisamente più mistica ed impegnativa.
L’Ayahuasca è stata ampiamente studiata dal mondo scientifico. Terence McKenna sostiene che la Dimetiltriptamina non sia una molecola pericolosa per la salute, a meno che uno non muoia dallo stupore. Effettivamente, non ci sono ad oggi prove di danni fisici causati da questa sostanza, ma è possibile che un utilizzo continuato possa indurre psicosi e altre disfunzioni difficilmente prevedibili data la sua bassa diffusione.
L'Ayahuasca non è un narcotico, infatti il suo componente principale, il DMT, è la stessa identica sostanza prodotta dal nostro cervello, guarda un pò, proprio dalla nostra ghiandola pineale, ogni notte quando si dorme durante la fase REM.
Un' altra sostanza simile all'Ayahuasca è l'ibogaina, una sostanza ricavata dalle radici dell'iboga, una pianta presente in Africa nel Gabon.
Fondamentalmente le due sostanze con alti livelli di DMT si comportano allo stesso modo, vengono usate da Sciamani e stregoni per comunicare con altre dimensioni. Chi ha fatto uso di queste sostanze racconta di un viaggio interiore fatto nei meandri della mente e di esserne ritornati completamente nuovi, acquisendo la consapevolezza e la saggezza che si ha solo in tarda età. Chi ha fatto questa esperienza racconta di aver smesso qualsiasi dipendenza, sia da droghe che da alcool che da tabagismo, di aver perdonato ed essersi perdonato il motivo che lo ha portato ad avere tale dipendenza e di avere una visione totalmente diversa della vita. Sfortunatamente le due sostanze sono state decretate come droghe pericolosissime dalla food and drug administration americana, e quindi riconosciute e vietate come tali da moltissime altre nazioni.
C'è da chiedersi perchè un rimedio naturale così potente è stato messo nella lista delle sostanze vietate nonostante siano stati studiati migliaia di casi clinici curati con queste piante. Nelle isole Cayman e in Slovenia esistono delle cliniche dove a suon di "soldoni" vengono "trattati" con successo pazienti con gravi dipendenze di droga ed alcool.
Le onde Theta
Le onde theta (4-7 cicli per secondo) si verificano durante il sonno e sono dominanti nel nostro stato più elevato di meditazione. Normalmente sperimentiamo le onde theta solo mentre ci stiamo per addormentare, durante alcuni sogni e quando ritorniamo dalle profondità del sonno delta. Le immagini che percepiamo quando ci stiamo per addormentare e ci risvegliamo sono in onde theta. Durante le meditazioni theta, siamo in un sogno lucido, dove immagini vivide lampeggiano davanti alla nostra visione interiore. In questo stato, siamo estremamente ricettivi alle informazioni inviate dalle dimensioni superiori.
Lo Stato Sciamanico di Coscienza, che è nelle onde cerebrali theta, ci permette di viaggiare nei piani superiori. Il suono ritmico e costante di un tamburo colpito quattro volte e mezza per secondo (le onde theta sono 4-7 cicli per secondo) è la chiave che trasporta uno sciamano nella parte più profonda della sua trance Sciamanica. Anche il suono ritmico e costante dei canti dei Buddisti Tibetani che trasporta i monaci e altri ascoltatori nei regni della meditazione segue questo ritmo. Il suono dello Shofar (corno di montone) usato dalle antiche tribù israelite ha una frequenza di risonanza di circa 8 Hz.
Le onde theta sono state identificate anche come la porta verso l’apprendimento e la memoria. La meditazione theta accresce la creatività, intensifica l’apprendimento, riduce lo stress e risveglia l’intuizione, così come altre abilità della percezione extra sensoriale. La coscienza theta ci permette di connetterci con le nostre ispirazioni creative, la guida spirituale ed esperienze molto importanti. Attraverso la meditazione theta, possiamo aprire il Terzo Occhio ed accedere alle onde delta che ci uniscono con l’Energia Universale e la Coscienza Cosmica.
Alcuni danni dell'era moderna
Uno delle cause che fa "addormentare" la nostra ipofisi è la moderna alimentazione che ci viene propinata insieme ad alcune "nuove" tecnologie:
- Uso indiscriminato del fluoro,
- Gelati, panini (quelli tipici per hamburger) confezionati con grassi idrogenati,
- zuccheri raffinati
- Bibite gassate
- acque fluorizzate
- il sale commerciale
- uso del Forno a Micronde
- onde elettromagnetiche
C'è da chiederci se non stiamo assistendo ad un progressivo e pianificato Rimbambimento delle masse e non vorrei prendere direzioni complottistiche, ma ne parlero presto nella seconda parte di questo scritto.